Epicuro ha vinto: il programma completo del Festival Epicureo 2026

di | 2026-07-09

Epicuro ha vinto perché le sue idee hanno attraversato duemilaquattrocento anni senza perdere un grammo di forza. Perché i Papiri Ercolanesi continuano a restituire testi che si credevano perduti per sempre. Perché sempre più persone scelgono la qualità della vita senza sapere di essere epicuree.

Il programma

La formula è quella collaudata delle ultime edizioni. Ogni giornata si divide in due sessioni, entrambe alla Rotonda a Mare: la prima dalle 18.00 alle 20.00, la seconda dalle 21.00 alle 23.00. Tra le due, dalle 20.00 alle 21.00, gli organizzatori offrono a chi desidera partecipare a entrambe le sessioni una cena sobria — epicurea nel senso più preciso del termine. Non un intervallo, ma un momento di condivisione: l’occasione per continuare le conversazioni con i relatori intorno a un tavolo, come Epicuro avrebbe approvato. Chi vuole fermarsi a cena è pregato di segnalarlo già all’inizio della prima sessione, alle 18.00. L’ingresso è libero e non richiede prenotazione.

«Prima di stare a guardare che cosa tu abbia da mangiare e da bere, cerca intorno con chi tu possa mangiare e bere. Vita senza amico è divorare di leone o di lupo.»

Lunedì 20 luglio — 18.00/20.00

Ad aprire il festival è il Premio Netoip, il riconoscimento nato all’interno del Festival Epicureo e dedicato alle migliori tesi universitarie sul pensiero epicureo. A finanziarlo è Netoip, operatore telefonico anconetano; a organizzarlo è l’Associazione Culturale Il Mondo di Epicuro. La giuria è presieduta da Jürgen Hammerstaedt, dell’Università di Colonia: filologo di fama internazionale, tra i massimi papirologi al mondo, amico sincero del Festival sin dalla seconda edizione.

Quest’anno Hammerstaedt interviene sul valore del Premio Netoip — un’occasione per riflettere su cosa significhi, per il mondo accademico, avere un riconoscimento dedicato interamente alla filosofia epicurea.

La prima classificata, Camilla Guido, presenta la sua tesi: La gioiosa mortalità della vita: la tanatologia in Epicuro e Lucrezio. Il titolo dice già molto: la morte, in Epicuro, non è tragedia ma liberazione dall’ansia. Lucrezio ne ha fatto letteratura immortale.

Il secondo classificato, Paolo De Vita, porta invece L’eredità di Epicuro: tradizione e sopravvivenza del Giardino di Atene: una ricognizione su come il pensiero del Giardino sia arrivato fino a noi, attraverso i secoli e le trasformazioni della storia della filosofia.

Lunedì 20 luglio — 21.00/23.00

Margherita Erbì, dell’Università di Bologna, presenta Lettere dal Giardino: l’efficacia del messaggio di Epicuro tra teoria e prassi. Erbì ha curato un volume dedicato alle lettere di Epicuro — testi fondamentali, i soli scritti del filosofo giunti integralmente fino a noi — e il suo intervento esplora come quel messaggio, nato per essere vissuto e non solo letto, continui a funzionare a distanza di duemilaquattrocento anni.

Chiudono la serata Federica Nicolardi e Maria Chiara Robustelli, entrambe dell’Università di Napoli Federico II, con Aggiornamenti sullo svolgimento virtuale dei Papiri Ercolanesi. Nicolardi e Robustelli sono papirologi: il loro lavoro non riguarda le tecniche di lettura dei rotoli, ma ciò che quei rotoli contengono. Il loro intervento porta al festival i risultati più recenti di una ricerca che, grazie anche alla Vesuvius Challenge, sta restituendo alla storia della filosofia testi che si credevano perduti per sempre.

Martedì 21 luglio — 18.00/23.00

Ad aprire il secondo giorno è Selene I.S. Brumana, dell’Università di Napoli Federico II, con La teologia epicurea e il suo contesto. Brumana è allieva del filosofo Roberto Radice — lo stesso Radice che chiuse la prima edizione del Festival con un intervento rimasto nella memoria di chi c’era.

Segue Gianluca Esposito, presidente dell’Associazione Culturale Il Mondo di Epicuro — l’associazione nata dal Festival stesso, che oggi contribuisce a organizzarlo e che si può considerare, senza troppa esagerazione, l’erede contemporanea del Giardino di Atene. Il suo intervento si intitola Lucky Losers: per fortuna c’è Epicuro! Il tono è quello di Esposito: diretto, capace di rendere Epicuro accessibile a chiunque senza tradirne la profondità. Una delle anime del Festival.

Chiude la prima sessione del martedì Wim Nijs, dell’Università di Toronto, con Vivere nascosti in piena vista: l’impegno dell’epicureo nella società. Il titolo dialoga con il precetto epicureo lathe biosas — vivi nascosto — e lo rovescia: come si è epicurei nel mezzo del mondo? Nijs ha conosciuto il Festival vincendo il Premio Netoip alcuni anni fa. Da allora viene dal Canada ogni anno per parlare di Epicuro, in un italiano perfetto.

Martedì 21 luglio — 21.00/23.00

Claudio Vergara (Università di Napoli Federico II) e Rossella Villa (Università degli Studi di Salerno) portano Da ultimi a primi: la rivincita di Epicuro e degli Epicurei nei papiri. Anche loro papirologi, ma con un approccio complementare rispetto a Nicolardi e Robustelli: se queste ultime raccontano come si leggono i rotoli, Vergara e Villa raccontano cosa vi hanno trovato — e cosa quella lettura cambia nella nostra comprensione di Epicuro e della sua scuola.

A chiudere il festival è Enrico Piergiacomi, dell’Università Telematica Pegaso, con Vittoria senz’armi. Epicuro, l’ideologia del conflitto e la retorica sofistica. Un intervento che non è solo una lettura della filosofia antica: è un approfondimento del tema di quest’anno. Epicuro ha vinto — ma come? Senza armi, senza potere politico, senza eserciti. Con le parole, con l’amicizia, con la forza di un’idea capace di sopravvivere a tutto.

Una nota finale

Il Festival Epicureo è per tutti. I temi sono di altissimo livello accademico, ma sono pensati per essere comprensibili a chiunque. La filosofia di Epicuro va vissuta — e se i temi fossero incomprensibili, sarebbe impossibile viverla. Venite alla Rotonda senza aver paura di trovarvi fuori posto.